[Nucleo attivo di M77]

Hubble rivela la regione centrale della galassia attiva M77 (NGC 1068)

L'HST, riparato, ha fornito questa splendida immagine della regione del nucleo della galassia Messier 77.

M77 si trova alla distanza apprissimativa di 60 milioni di anni luce ed è il prototipo di una classe di galassie nota come Tipo II di Seyfert. Nelle galassie attive, il nucleo risplende con una luminosità pari a quella di miliardi di soli e la luminosità stessa del nucleo fluttua con un periodo di pochi giorni a significare che l'energia è rilasciata da una regione con un'estensione di pochi giorni luce. La sorgente più plausibile dello sviluppo di quest'ammontare enorme di energia è un "oggetto scuro massivo" con una massa 100 volte quella del nostro Sole. Molti scienziati ritengono che questi oggetti siano buchi neri "super massivi".

[Comparazione del nucleo di M77]

Nel caso di M77, precedenti osservazioni dell'HST (a sinistra) hanno mostrato un numero di nubi gassose ionizzate o riscaldate dall'intensa radiazione proveniente dalla sorgente all'interno del nucleo. Un toro o "ciambella" di polveri e gas opachi orbita intorno al massiccio oggetto centrale confinando la radiazione in uscita in un raggio o "cono" di emissione divergente.

La nuova osservazione della FOC/COSTAR (a destra) mostra con una chiarezza senza precedenti unarea di emissione assai più estesa, prodotta dalla radiazione proveniente dal nucleo attivo. Questa regione di gas presenta inoltre un numero incredibile di insospettabili filamenti all'interno della regione di diffusione. L'analisi dei noduli e dei flussi di emissione permetteranno la comprensione della geometria di questa affascinante regione nucleare ed apporteranno nuove informazione sulla natura delle nubi stesse.

La comparazione tra l'emissione nell'ultravvioletto e nel visibile della nube fornirà nuovi dati sulla sorgente nascosta di tutta l'energia, probabilmente un oggetto scuro massivo e cioé un buco nero.

Queste riprese sono state realizzate da un team guidato da Duccio Macchetto dell'European Space Agency (ESA) e dello Space Telescope Science Institute (STScI) comprendente William Sparks ed Alessandro Capetti dello STScI, utilizzanto una "combinazione" tra la Faint Object Camera ed il COSTAR. Le immagini, tra le prime riprese con la nuova strumentazione, sono del gennaio 1994.


Hartmut Frommert (spider@seds.org)
Edizione italiana a cura di Mario Farina (Mario.F@mclink.it)

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