
"Abbiamo ottenuto le fotografie nell'arco di poche settimane poichè sapevamo che sarebbero stati probabilmente osservabili dei piccoli cambiamenti" dice Hester, "ma non eravamo certamente preparati a vedere quello che ci è capitato sotto agli occhi".
Sebbene osservazioni effettuate con i telescopi terrestri avessero mostrato delle variazioni nella nebulosa, nell'arco di qualche mese o qualche anno, adesso è possibile vedere formazioni simili a ciuffi dal centro della nebulosa verso l'esterno ad una velocità pari a metà di quella della luce.
L'oggetto che genera un cambiamento così repentino è una stella di neutroni, il nucleo collassato di una stella esplosa, in rapida rotazione.
Ruotando velocemente su se stessa 30 volte al secondo, il suo doppio fascio di radiazioni centra la Terra ad ogni passaggio, come il fascio luminoso di un faro, dando agli osservatori un effetto di intermittenza. A causa di questa intermittenza, le stelle a neutroni sono chiamate anche "pulsar" ( da PULSAting Radiosource" sorgente radio ad impulsi ).
Oltre a questi impulsi, il suo intenso campo magnetico accellera le particelle subatomiche a velocità prossime a quella della luce, e, similmente ad una fionda cosmica, le lancia nello spazio.
Nella drammatica serie di immagini ottenute nell'arco di diversi mesi di osservazioni, Hubble ci ha mostrato quello che succede quando il "vento" impetuoso di particelle viaggia all'interno della nebulosa del Granchio.
Le tracce luminose al centro della nebulosa sono formate dagli elettroni e dai positroni ( anti-elettroni ) che durante il tragittto a spirale che compiono lungo le linee del campo magnetico, irradiano energia sotto forma di radiazioni.
Queste illumiano la parte centrale della nebulosa, che misura 10 anni luce di diametro.
Il gruppo di studiosi ha inoltre scoperto che la materia non fuoriesce dalla pulsar in tutte le direzioni bensì si concentra nei due "getti" ai poli e in un flusso di particelle dall'equatore.
Il punto più turbolento nel cuore della nebulosa è rappresentato dall'onda d'urto, la regione dove i getti polari incontrano la materia che circonda la pulsar. La forma e la posizione di questa zona si modifica così rapidamente che gli astronomi l'hanno paragonata pittorescamente ad una danza di spiriti o ad un gatto sui carboni ardenti !
Il vento equatoriale appare invece come una serie di filamenti che si illuminano e si spengono gradatamente man mano che si inoltrano nel corpo centrale della nebulosa.
"Osservare questi "fiocchi" muoversi nella nebulosa, è un pò come guardare le onde infrangersi sulla spiaggia, con la differenza che lì le onde sono lunghe un anno luce e si muovono nello spazio alla metà della velocità della luce" fa notare Hester.
"Non è possibile comprendere l'oceano analizzando una fotografia, le onde infatti cambiano continuamente, sedendosi in riva al mare però, è possibile invece osservare il loro moto continuo e quindi imparare qualche cosa.
Il "filmato" formato dalla sequenza di immagini dello Space Telescope, è importante perchè ci permette per la prima volta di osservare le "onde" che arrivano dalla pulsar.
La nebulosa del Granchio è il resto di un'esplosione di supernova osservata dagli astronomi cinesi nel 1054 A.C. ed ampiamente studiata poichè offre un punto di osservazione privilegiato per lo studio dei fenomeni astrofisici alle alte energie.
I processi fisici che muovono il nucleo delle galassie attive più distanti o dei quasar, si pensa siano gli stessi che agiscono al centro della Nebulosa del granchio, solo su scala infinitamente più grande. "La differenza è che mentre gli astronomi non potranno mai vedere all'interno del nucleo delle galassie attive, in questo caso possiamo cercare di comprendere le proprietà e le caratteristiche dei venti alle alte energie e dei getti" spiega Hester.
"I risultati ottenuti non sono però l'ultimo capitolo della storia, sono piuttosto un altro pezzo del vasto puzzle. Per esempio, i getti visti allontanarsi dalla pulsar sono di particolare interesse perchè potrebbero spiegare i due lobi di radioemissioni che abbiamo osservato nelle immagini prese con i satelliti per lo studio delle radiazioni alle alte energie Eistein e Rosat" ribadisce Hester.
Immagini relative alla ricerca sono disponibili in formato GIF e JPG:
Per breve tempo saranno disponibili le stesse immagini in alta risoluzione ( 300 dpi JPEG ):
Il primo filmato ( 1,1 Mb Mpeg ) inquadra le zone immediatamente circostanti la pulsar. Il doppio fascio evidenzia la rotazione della stella di neutroni ed il vento equatoriale che la circonda ( la parte rossa ).
Allontanandosi dalla pulsar, appare in alto il "nodulo", seguito dagli effetti dei getti polari che appaiono ai lati opposti della pulsar ( da notare la non coincidenza tra l'asse di rotazione ed i poli magnetici della stella da dove hanno origine i due fasci ).
Il secondo filmato ( 5,7 kb Mpeg ) è stato costruito utilizzando otto immagini della WF&PC2 ed è composto da quattro sezioni :
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Fonte: NASA

30/05/96 by MF