Trasposizione WWW a cura di Stefano Iacus (mc7414@mclink.it)
In generale gli astrofili si entusiasmano quando osservano una eclisse totale di Sole, oppure quando compare in cielo una stella nova o una cometa luminosa. Gli appassionati dei pianeti invece si emozionano quando viene segnalata una macchia inattesa sul globo di Saturno, o quando Giove riappare dalla congiunzione eliaca senza una delle due bande equatoriali.
Tutti questi fenomemi generano reazioni emotive crescenti a seconda della loro imprevedibilità o della loro bassa probabilità. Non è da trascurare, in queste considerazioni, la notevole influenza del fattore gruppo, cioè dell'effetto emotivo che invariabilmente ha la progettazione e l'esecuzione di un'osservazione in un gruppo di persone. Questo effetto è tanto più importante quanto migliore è la coesione del gruppo, ovvero quando esso è composto da persone che si conoscono da anni e sono legate da comunità di interessi, gusti, aspirazioni.
E' con l'intento di cercare di coinvolgere osservatori del gruppo astrofili Herschel di Torino che mi accingo a raccontare la cronaca di un'osservazione entusiasmante: quella dell'occultazione radente del 20 marzo 1994, osservata dal sottoscritto e da altri 11 astrofili a Rodengo, in provincia di Brescia.
L'evento è stato previsto e calcolato da un astrofilo tedesco, responsabile della IOTA (International Occultation Timimg Association) per quanto riguarda le radenti. Per chi non sapesse di cosa si tratta, un'occultazione lunare radente si verifica quando il bordo della Luna, nel suo continuo moto nel cielo, intercetta una stella. Siccome la Luna non è una sfera perfetta, la luce della stella sarà intercettata dai picchi e dalle valli presenti in quel settore del nostro satellite, provocando una serie di sparizioni e riapparizioni osservabili dagli osservatori che si saranno posizionati lungo una linea perpendicolare alla linea di radenza prevista.
La preparazione di una osservazione di questo tipo comporta una fase preliminare lunga e complessa che richiede una grande precisione. Con alla mano le previsioni del fenomeno, è necessario tracciare la linea teorica di radenza su una cartina precisa, aggiornata e dettagliata del territorio interessato. Occorre poi individuare una zona (possibilmente pianeggiante) in cui scorra una strada perpendicolare alla linea di randenza. A questa fase preliminare segue il primo sopralluogo sulla zona prescelta, indispensabile per individuare eventuali impedimenti presenti sul territorio ma non riportati sulla cartina (presenza di insediamenti industriali o abitativi, file di alberi, discoteche, strade trafficate, illuminazione artificiale o altro). In base a questo primo sopralluogo si sceglie la zona più adatta, e si tracciano le possibili postazioni osservative. Tutto questo deve essere fatto molte ore prima, con la luce del giorno.
Dopo avere contato il numero di osservatori ed assistenti disponibili, si procede all'assegnazione delle postazioni. L'attrezzatura necessaria prevede:
Il romano Claudio Costa, coordinatore italiano della IOTA, nonché responsabile della Sezione Occultazioni della UAI,ha coordinato le fasi preliminari dell'osservazione allo scopo di insegnare tutti i trucchi del mestiere agli altri partecipanti ed in particolare a chi ha curato la fasi di preparazione , cioè Stefano Brambilla e Roberto Serpilli dell'Associazione Astronomica Milanese. Tra i 12 partecipanti all'osservazione, 8 erano soci dell'AAM, 3 dell'Unione Astrofili Bresciani (che ha messo a disposizione i locali del Museo di Storia Naturale di Brescia durante la fase logistico-organizzativa) e naturalmente Costa di Roma.Durante il secondo sopralluogo sono state individuate 8 postazioni sistemate lungo una linea lunga circa 4 Km. Il numero degli osservatori era un po' scarso, per cui sono state assegnate quattro postazioni singole agli osservatori più esperti, mentre le altre 4 postazioni sono state assegnate a coppie di osservatori (composte da 1 osservatore coadiuvato da un assistente).
Le coordinate delle postazioni sono state ricavate in prima approssimazione con un GPS (Global Positionig System) di proprietà di Costa. La posizione ottenibile con il GPS, ricavata attraverso una triangolazione di satelliti geostazionari, ha una precisione normale di 5-10 metri, ma in questo periodo il segnale è stato degradato perché l'Italia si trova in zona di guerra (a causa del conflitto in corso nella ex Jugoslavia) e non è possibile ottenere una precisione migliore di 30-50 metri, insufficiente per i nostri scopi. Le coordinate esatte sono state quindi ricavate misurando la distanza delle varie postazioni dall'asse stradale, la cui posizione è ricavabile con alta precisione sulle carte dell'IGM (Istituto Geografico Militare) e sulle carte tecniche regionali.
Un piccolo dettaglio: queste misure sono state eseguite dopo l'osservazione, e cioè a notte fonda; bisogna fare questo lavoro dopo l'osservazione per evitare di perdere del tempo inutilmente se l'osservazione dovesse fallire. Dopo cena, ci siamo radunati in un luogo convenuto e abbiamo fatto partire i cronometri basandoci sul segnale orario ricevuto via radio dai nostri ricevitori DCF. Dopo avere discusso gli ultimi dettagli, ciascuno di noi ha raggiunto la propria postazione.
Dopo avere montato lo strumento (avevo a disposizione un Celestron 8) ed avere eseguito una postazione equatoriale di media qualità, ho inquadrato la Luna ed ho individuato la stella che sarebbe stata protagonista del fenomemo. Da allora, è iniziata l'attesa.
Per tutta la giornata su Brescia erano transitate nubi sottili, mentre subito dopo il tramonto il cielo era diventato finalmente limpido. Le nuvole hanno però continuato a transitare in cielo, anche fino a pochi minuti prima del fenomeno, mettendomi in apprensione. La temperatura era di 6°C, l'umidità relativa dell'88% e tirava un po' di vento. Per fortuna ho potuto attendere il fenomeno in auto, ascoltando musica e leggendo un po', senza prendere troppo freddo.
Sulla strada, distante dal telescopio pochi metri, c'era un passaggio continuo di auto del sabato sera, che mi hanno disturbato non poco durante le fasi cruciali dell'osservazione. Pochi minuti prima dell'ora prevista sono uscito dall'auto, ho acceso il moto orario del telescopio e ho puntato la Luna, individuando la stella. Scelto un oculare da 17mm che mi garantiva una buona visibilità della stella e del bordo scuro della Luna, ho impugnato il fido cronografo Casio con 10 memorie e ho incollato l'occhio all'oculare.
La posizione era scomoda, c'era vento freddo, dopo un po' l'occhio ha iniziato a lacrimare, ma io non potevo staccare. Dopo un tempo che mi è sembrato eterno la stella è sparita ed il dito ha premuto prontamente il pulsante dei tempi parziali del cronografo. La frequenza delle pulsazioni del mio cuore è aumentata a dismisura, la respirazione si è fatta affannosa. Per farmi compagnia ho continuato a parlare (è consigliabile registrare tutto per potere ricontrollare le varie fasi dell'osservazione in un secondo tempo) e la mia voce è stata registrata da un microregistratore durante l'intera osservazione. Mi attendo degli eventi secondari (riapparizioni e successive sparizioni), ma l'attesa si fa lunga senza che succeda nulla.
Dopo poco più di 2 minuti la stella riappare e il mio dito preme freneticamente il pulsante. L'attesa continua per altri 5 minuti ma la stella non scompare più. La mia osservazione è finita. Segno sul taccuino delle osservazioni i tempi richiamati dal cronografo e poi smonto il telescopio in fretta e lo carico sulla macchina. Tornato al punto di rendez vous, attendo gli altri osservatori, che giungono uno ad uno, dichiarando con soddisfazione il numero di eventi registrati da ciascuno (da zero a otto). Dopo un brindisi (si porta sempre uno spumantino) il lavoro deve continuare, e si procede alla compilazione della tabella dei dati osservativi (tempi osservati, equazione personale, ecc.).
Al termine, la maggior parte degli osservatori è tornata a casa, mentre gli organizzatori sono restati a prendere le misure esatte delle varie postazioni. Qualche giorno dopo, è stata presentata una relazione preliminare. L'articolo definitivo verrà pubblicato sul Astronomia UAI ed i dati verranno comunicati alla UAI, alla IOTA e alla ILOC.
Tirando le somme, abbiamo contribuito alla conoscenza della posizione della stella e della forma reale del bordo lunare, facendo una grossa esperienza nel campo dell'astronomia di posizione. Ma soprattutto ci siamo divertiti, e non poco!
Effetto collaterale: febbre da occultazione radente. Quando ne osservi una, non puoi fare a meno di vederne altre.